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WIKICONDOMINIO

L'enciclopedia libera del condominio

Amici a quattro zampe: convivenza pacifica o problemi in arrivo? Scopriamo come gestire gli animali in condominio!

Con la L.220/2012 l’Italia si adegua ai principi contenuti nel Trattato Europeo che definisce gli animali esseri senzienti e al Codice penale che punisce i loro maltrattamenti.

Possono vietarmi di avere un animale nel mio appartamento?

La nuova legge ha modificato in maniera significante la normativa che concerne il possesso di animali domestici all’interno di un condominio. Ratio del provvedimento è quella di non inibire la scelta personale di chi vuole coabitare con un animale domestico, vero e proprio componente della famiglia. Il novellato ultimo comma dell’art. 1138 cc. recita

"Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici"

pertanto i regolamenti condominiali non devono più vietare ai singoli condòmini di tenere un animale domestico nel proprio
appartamento.

Quindi, un condominio non può vietare la presenza di animali domestici e neanche l’utilizzo degli spazi comuni, come androni, scale e ascensori. Il divieto di possesso di animali domestici negli edifici può sussistere solamente se tale divieto è presente nel contratto di affitto di un appartamento, poiché il proprietario può inserire legalmente questa clausola. Ovviamente, in
questo caso, la questione riguarda solo l’inquilino e il proprietario dell’appartamento e non il condominio.

Quali animali posso avere nel mio appartamento? 

La L.220/2012 fa riferimento all’espressione “animali domestici”, ma non determina di che tipo di animale si tratti, sicuramente rientrano in questa categoria gatti e cani.Dubbi emergono sugli altri animali che potrebbero tenersi in casa, come conigli, furetti, serpenti e ragni. In questo caso, appellandosi alla poca chiarezza legislativa, il condominio potrebbe vietare la presenza di animali “domestici”, come ragni, serpenti e iguane. Va da sé che la legge vieta il possesso in casa di animali esotici, ciò perché molti di questi sono rari o in via d’estinzione, oppure perché potrebbero essere pericolosi o aggressivi. È altresì vietato tenere in casa animali selvatici, la cui detenzione è illegale, poiché sono animali autoctoni la cui vendita e cattura sono vietate.

Il nuovo disposto dell'articolo 1138 c.c. nasce dall’esigenza di tutelare il legame che esiste tra le persone e gli animali, espressione dei più generali diritti inviolabili di cui all’articolo 2 della Costituzione. Il termine animali “domestici” ha aperto ad un genus più ampio di animale di affezione. Vivere in condominio non è semplice per gli animali, pertanto ricade sui i loro padroni la responsabilità di una vita qualificante attraverso il rispetto delle regole condominiali. Regole demandate all’assemblea nel disciplinare l’uso degli spazi, il comportamento che essi devono tenere all’interno del complesso condominiale nel rispetto di quello che è il diritto di ciascun condomino di usare e godere a suo piacimento dei beni. Non a caso ad esempio lasciare liberi un animale o custodirlo senza le debite cautele costituisce un reato penalmente sanzionato (art. 672 cp). Oppure inibire a un condomino di usare l’ascensore con il proprio cane può trovare una sua ratio solo in motivazioni di ordine igienico sanitario, da valutarsi a seconda della concreta fattispecie che si può presentare. Piuttosto che porre un limite al numero degli animali che il condomino può detenere nella propria unità immobiliare (Cassazione 1823/2023).
Quindi se è vero che la legge preveda il diritto di possedere animali domestici, è pur vero che vi sono doveri specifici da rispettare, perché

il proprio spazio di libertà finisce dove inizia quello dell’altro (Kant)

Normativa di riferimento

La Convenzione di Washington (CITES) è una convenzione internazionale sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione siglata nel 1975.

Legge n.150 del 7/2/1992 (Disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione) modificata dalla Legge n. 59 del 1993, dalla Legge n. 426 del 1998 e dal Decreto legislativo n. 275/2001.

Decreti del Ministero dell’Ambiente del 19.04.96 e del 26.04.01 che comprendono l’elenco delle specie (animali vivi pericolosi) la cui introduzione sul territorio nazionale è vietata. Le violazioni alle disposizioni dei Regolamenti comunitari CITES, sono punite con le sanzioni previste dalla suddetta legislazione nazionale, che vanno dall’ammenda all’arresto nei casi più gravi, e comportano il sequestro e la confisca degli esemplari o dei prodotti CITES.

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2016, n. 177 – Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche