Skip to main content
WIKICONDOMINIO

L'enciclopedia libera del condominio

Acqua potabile in condominio: tra strumenti legislativi, nuovi obblighi e responsabilità dell’amministratore di condominio.

Avv. Sabina Vuolo


L’acqua è un bene prezioso per l’intero universo, pertanto, è un preciso dovere di ognuno di noi “difenderla” e prendere coscienza della sua importanza, ricordando che c’è una parte del mondo che a tutt’oggi non ha quantità sufficienti di acqua. Nel 1992 le Nazioni Unite istituiscono il World Water Day, la cui data è il 22 marzo.  

Ognuno è tenuto a fare la sua parte anche l’affidabilità degli impianti condominiali ha notevole importanza, come si evince dall’art. 1120 c.c., in materia di innovazioni con riferimento alla sicurezza e alla salubrità degli impianti. In attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento Europeo e del Consiglio, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, è stato emanato il decreto legislativo n. 18 del 23 febbraio 2023. Obiettivi del Decreto sono: la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al nostro consumo, assicurando che stesse siano salubri e pulite, nonché il miglioramento dell’accesso alle acque destinate al consumo umano.

L'art. 4 del Decreto evidenzia che le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulitenon devono contenere microrganismi, virus e parassiti, né altre sostanze in quantità tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute e devono soddisfare i requisiti minimi stabiliti dall'allegato I, parti A, B, C del Decreto. 

Quest’ultimo chiarisce che, salvo comprovate cause di forza maggiore quale l’impossibilità di accedere o intervenire su tratti di rete idrica ricadenti in proprietà privata, la responsabilità del gestore idrico integrato si estende fino al punto di consegna, cioè il punto in cui la condotta di allacciamento idrico si collega all'impianto o agli impianti dell'utente finale, ovvero in corrispondenza del misuratore dei volumi.

In tema di comparto condominiale il Decreto n. 18/2023 sottolinea che gestore della distribuzione idrica interna è l'amministratore di condominio, responsabile del sistema idro-potabile di distribuzione interno collocato fra il punto di consegna e il punto d'uso dell'acqua, cioè il punto di uscita dell'acqua destinata al consumo umano, da cui si può attingere o utilizzare direttamente l'acqua, generalmente identificato nel rubinetto.

L'amministratore deve effettuare una valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni alle strutture prioritarie. Inoltre è tenuto ad adottare le necessarie misure preventive e correttive, proporzionate al rischio, per ripristinare la qualità delle acque nei casi in cui si evidenzi un rischio per la salute umana derivante da questi sistemi. L'articolo 23 del detto Decreto prevede delle sanzioni amministrative a carico dell'amministratore, se, nel sistema di distribuzione interno, non viene mantenuto il rispetto dei parametri elencati nell'allegato I, anzi è prevista una sanzione a carico dell'amministratore da euro 5.000 a euro 30.000. L'inosservanza dell'obbligo di implementazione di valutazione e gestione del rischio del sistema di fornitura idro-potabile imposti dalle competenti autorità è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 24.000 euro. 

Concludo con una speranza:

Più ci saranno gocce d'acqua pulita, più il mondo risplenderà di bellezza

(Madre Teresa di Calcutta) 

Normativa di riferimento

Dlgs 18/2023 nuova normativa per la qualità delle acque destinate al consumo umano

Obiettivi del Decreto sono:

-  la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, assicurando che le acque siano salubri e pulite;

- il miglioramento dell’accesso alle acque destinate al consumo umano.

Art.4 co 9 prevede uno specifico obbligo di formazione a cura delle Regioni in coordinamento con il ministero per i gestori dei sistemi idrici interni, gli idraulici e per gli altri professionisti che operano nei settori dei sistemi di distribuzione idrici interni. 

Responsabilità ed obblighi dell’amministratore

Il Decreto n. 18/2023 sottolinea che gestore della distribuzione idrica interna è l'amministratore di condominio, responsabile del sistema idro-potabile di distribuzione interno, collocato fra il punto di consegna e il punto d'uso dell'acqua, cioè il punto di uscita dell'acqua destinata al consumo umano, da cui si può attingere o utilizzare direttamente l'acqua, generalmente identificato nel rubinetto. L'amministratore deve effettuare una valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni alle strutture prioritarie (individuate all'allegato VIII, con particolare riferimento ai parametri elencati nell'allegato I, parte D). Inoltre è tenuto ad adottare le necessarie misure preventive e correttive, proporzionate al rischio, per ripristinare la qualità delle acque nei casi in cui si evidenzi un rischio per la salute umana derivante da questi sistemi.

Sanzioni a carico dell'amministratore per la verifica dell'acqua condominiale

L'articolo 23 del Decreto prevede delle sanzioni amministrative a carico dell'amministratore.

Se, nel sistema di distribuzione interno, non viene mantenuto il rispetto dei parametri elencati nell'allegato I, parti A e B è prevista una sanzione a carico dell'amministratore da euro 5.000 a euro 30.000. L'inosservanza dell'obbligo di implementazione di valutazione e gestione del rischio del sistema di fornitura idro-potabile imposti dalle competenti autorità è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 24.000 euro.